
Una rassegna pubblicata da AIMultiple descrive cinque modelli di progettazione (design pattern) usati per costruire sistemi di intelligenza artificiale agentica: reflection, utilizzo degli strumenti, pianificazione, multi-agente e Human-in-the-Loop. Ogni modello aumenta l'autonomia di grandi modelli linguistici come Llama, Claude o GPT, permettendo loro di ragionare, usare strumenti esterni e prendere decisioni con un intervento umano minimo.
In breve
- Un flusso di lavoro agentico si distingue da un semplice chatbot perché l'agente ragiona, pianifica e agisce in autonomia, invece di generare una sola risposta da un prompt.
- Il reflection pattern permette a un agente di rivedere e correggere il proprio output prima di consegnarlo, come avviene in strumenti di generazione del codice.
- Il pattern di utilizzo degli strumenti consente a un LLM di interrogare API, motori di ricerca o sistemi esterni per recuperare dati aggiornati.
- Il pattern di pianificazione scompone un compito complesso in sotto-attività organizzate in sequenza o in rami paralleli.
- I sistemi multi-agente assegnano ruoli diversi a più agenti che collaborano, mentre il pattern Human-in-the-Loop inserisce punti di controllo umano prima delle azioni più delicate.
Cosa sono i flussi di lavoro agentici?
Un flusso di lavoro agentico è un processo guidato dall'intelligenza artificiale in cui agenti autonomi prendono decisioni, compiono azioni e coordinano compiti con un intervento umano minimo. La differenza rispetto all'automazione tradizionale, come la RPA (robotic process automation), è sostanziale: quest'ultima segue regole e percorsi fissi, mentre un flusso agentico si adatta ai dati in tempo reale e alle condizioni impreviste.
Secondo la rassegna, esistono tre livelli distinti da non confondere:
| Tipo di flusso | Come funziona |
|---|---|
| Automazione non-IA (RPA) | Segue regole predefinite, decisione minima o nulla |
| Flusso IA non agentico | Un LLM genera un output da un prompt, senza ragionamento esteso |
| Flusso agentico | L'agente ragiona, pianifica e usa strumenti per gestire compiti complessi |
Un esempio concreto: alla domanda "Chi ha vinto gli Europei nel 2024?", un agente agentico analizza la richiesta, capisce che servono dati esterni, attiva uno strumento di ricerca e combina le informazioni recuperate in una risposta completa, anziché limitarsi a un contenuto già memorizzato nel modello.
Che cos'è il reflection pattern e a cosa serve?
Il reflection pattern introduce un meccanismo di auto-feedback: l'agente valuta i propri output prima di considerarli definitivi, individua errori o lacune e perfeziona il proprio approccio. Questo processo non si esaurisce in un solo passaggio: l'agente può continuare ad adattare le proprie risposte nelle interazioni successive.
Un esempio citato nella guida è quello di assistenti come GitHub Copilot, che possono rivedere il codice generato attraverso un ciclo in tre fasi: una risposta iniziale, un processo di riflessione (ad esempio eseguendo il codice in un ambiente sandbox per individuare bug) e un'auto-iterazione che valuta se il risultato funziona come previsto, perfezionando la logica e suggerendo ottimizzazioni.
Come funziona il pattern di utilizzo degli strumenti?
Il pattern di utilizzo degli strumenti permette a un agente di interagire dinamicamente con risorse esterne, come API, motori di ricerca o sistemi di recupero delle informazioni. Grazie a questo approccio, un modello linguistico può accedere a informazioni in tempo reale, eseguire script per l'analisi dei dati o sfruttare modelli di apprendimento automatico specializzati.
Protocolli come il Model Context Protocol (MCP) aiutano a standardizzare questo processo: invece di gestire singoli connettori personalizzati per ogni integrazione, l'agente utilizza un livello contestuale unificato per mantenere un flusso di dati sicuro tra il modello e l'ambiente locale o aziendale.
Un esempio reale è MM-REACT, un sistema Microsoft Azure AI che abbina ChatGPT a modelli esperti di visione (didascalie per immagini, rilevamento di oggetti, OCR). Il modello lavora attraverso un ciclo pensiero-azione-osservazione: ragiona sulla richiesta, chiama lo strumento necessario, legge il risultato e ripete il processo finché non è in grado di rispondere. In pratica, dati diversi scontrini caricati, può estrarre gli importi da ciascuno e calcolare il costo totale di un viaggio, senza addestramento multimodale aggiuntivo.
In cosa consiste il pattern di pianificazione?
Il pattern di pianificazione consente a un modello linguistico di suddividere compiti grandi in sotto-attività, organizzandole in una sequenza logica o in rami per l'esecuzione parallela, a seconda della complessità del compito.
L'esempio citato è HuggingGPT, un agente basato su LLM che sfrutta un modello come ChatGPT per collegare vari modelli di intelligenza artificiale disponibili su piattaforme come Hugging Face, risolvendo così compiti complessi che un singolo modello non gestirebbe da solo. Nei flussi di lavoro più recenti, la pianificazione si integra sempre più con il ragionamento interno del modello: questo riduce gli errori logici nella scomposizione dei compiti, limita la necessità di istruzioni multi-fase elaborate e permette all'agente di correggersi prima ancora di avviare un'azione.
Che cos'è un sistema multi-agente?
Un sistema multi-agente delega compiti diversi ad agenti distinti, ciascuno responsabile di una funzione specifica. Ad esempio, per creare un agente sviluppatore di software si può istruire un modello con un ruolo preciso, come "sei un esperto nello scrivere codice efficiente e chiaro", e assegnargli compiti mirati.
In questi sistemi gli agenti comunicano attraverso protocolli Agent-to-Agent (A2A), come quello sviluppato da Google, che definiscono il flusso di informazioni tra agenti diversi. Tra i framework usati per costruire architetture multi-agente figurano LangGraph (per flussi di lavoro ciclici e gestione dello stato), PydanticAI (orchestrazione type-safe orientata alla produzione), CrewAI (assegnazione di ruoli e sequenze collaborative) e OpenAI Swarm (un protocollo leggero per i passaggi di consegna tra modelli specializzati).
Perché serve l'intervento umano nei flussi agentici?
Il pattern Human-in-the-Loop (HITL) incorpora momenti di controllo umano nei punti decisionali più delicati, per garantire accuratezza e sicurezza. Le due implementazioni principali sono i punti di controllo di approvazione, in cui l'agente si ferma per una conferma umana prima di azioni ad alto impatto come transazioni finanziarie o eliminazioni di dati, e i cicli di revisione, in cui una persona o un modello supervisore secondario valuta l'output dell'agente prima che il processo si concluda.
Dove si applicano questi modelli nella pratica?
Questi cinque pattern non restano teoria: la rassegna elenca applicazioni reali in diversi settori. Tra i casi d'uso più citati figurano la generazione aumentata da recupero (RAG), lo sviluppo software (con strumenti come Cursor per generare codice o Snyk per aprire pull request su vulnerabilità note), l'assistenza clienti tramite agenti conversazionali, l'automazione sanitaria e l'uso autonomo di interfacce grafiche per navigare sistemi privi di API strutturate. In ambito gaming, un esperimento di Stanford e Google Research ha mostrato 25 personaggi basati su LLM capaci di ricordare, riflettere, pianificare le proprie giornate e organizzare autonomamente una festa partendo da un solo prompt.
Domande frequenti
Un flusso agentico è la stessa cosa di un chatbot? No. Un chatbot tradizionale genera una risposta da un prompt con ragionamento minimo, mentre un flusso agentico usa ragionamento, pianificazione e strumenti esterni per gestire compiti complessi con un intervento umano ridotto.
I cinque pattern si usano sempre insieme? Non necessariamente: ogni pattern risponde a un'esigenza diversa (auto-correzione, accesso a dati esterni, scomposizione di compiti, collaborazione tra agenti, controllo umano) e può essere combinato con gli altri a seconda del caso d'uso.
Perché serve ancora un controllo umano se l'agente è autonomo? Perché alcune azioni, come transazioni finanziarie o cancellazioni di dati, comportano un rischio che richiede una conferma o una revisione prima di essere eseguite: è lo scopo del pattern Human-in-the-Loop.
Cosa cambia con protocolli come MCP e A2A? Standardizzano il modo in cui gli agenti usano strumenti esterni o comunicano tra loro, sostituendo integrazioni personalizzate con un livello contestuale comune e più semplice da mantenere.
Fonti
- 5 modelli di progettazione di IA agentica ed esempi reali — AIMultiple, https://aimultiple.com/it/agentic-ai-design-patterns
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