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Un report mostra quali compiti SEO l'AI può già fare da sola secondo la scala Stanford adottata dall'AMA

Scritto da Giuseppe Cristofaro

Un report mostra quali compiti SEO l'AI può già fare da sola secondo la scala Stanford adottata dall'AMA

Un report dell'American Marketing Association, basato sulla Stanford Human Agency Scale, classifica le attività di marketing su una scala da H1 (l'intelligenza artificiale può svolgerle da sola) a H5 (serve il coinvolgimento umano lungo tutto il processo). Email marketing, advertising, performance analytics, copywriting e SEO rientrano già nelle fasce H1-H2, dove l'AI gestisce gran parte del lavoro esecutivo e ripetitivo.

In breve

  • La Stanford Human Agency Scale misura quanto una persona deve restare coinvolta in un'attività di marketing, da H1 (AI autonoma) a H5 (supervisione umana costante).
  • SEO, email marketing, advertising, copywriting e performance analytics sono già classificati H1-H2 secondo il report AMA.
  • Gli annunci di lavoro per SEO specialist sono la categoria che ha registrato il calo maggiore, secondo i dati Indeed analizzati dall'AMA.
  • Strategia di brand, pensiero critico e leadership restano a H4-H5: attività dove la persona resta centrale.
  • Data literacy e capacità di raccontare i dati (storytelling) si collocano in una fascia intermedia, H3.

Cos'è la Stanford Human Agency Scale?

La Stanford Human Agency Scale è uno strumento di classificazione che misura quanto un'attività richieda la presenza attiva di una persona accanto all'intelligenza artificiale. La scala va da H1, dove l'AI può portare a termine il compito senza intervento umano, a H5, dove il coinvolgimento delle persone è necessario in ogni fase del processo. È stata adottata dall'American Marketing Association all'interno del suo report 2026 sullo stato delle carriere nel marketing, uno studio che ha coinvolto 1.412 professionisti del settore e ha analizzato gli annunci di lavoro pubblicati a livello globale.

Applicata al marketing digitale, la scala non dice "l'AI sostituisce le persone" in modo generico: distingue compito per compito dove l'automazione è già matura e dove, invece, resta indispensabile una valutazione umana.

Quali compiti SEO rientrano già nelle fasce H1-H2?

Secondo il report, email marketing, paid media, performance analytics, copywriting e SEO rientrano nella fascia H1-H2, cioè tra le attività dove l'AI può gestire autonomamente una parte consistente del lavoro di routine. Nel caso specifico della SEO, questo significa che attività come la ricerca di parole chiave, il raggruppamento per intento di ricerca, gli audit tecnici e la produzione di bozze di contenuto possono già essere automatizzate in buona misura.

Questo non significa che la figura dell'esperto SEO sia superflua. Significa che cambia la natura del lavoro: meno tempo dedicato all'esecuzione di task ripetitivi, più tempo dedicato a valutare se i suggerimenti dell'AI sono adatti a un determinato sito, a un determinato pubblico o a un determinato obiettivo di business. Per le agenzie che gestiscono più clienti, più siti e più mercati contemporaneamente, questa capacità di giudizio diventa un elemento distintivo.

Perché gli annunci di lavoro per SEO specialist sono calati così tanto?

Il report AMA evidenzia che la posizione di SEO specialist è la categoria di annuncio di lavoro nel marketing che ha registrato il calo più marcato, un dato ricavato dall'analisi degli annunci di lavoro su Indeed. Anche l'occupazione nel content marketing risulta in diminuzione. Il report collega questo fenomeno a una tendenza più ampia: le posizioni a forte componente esecutiva stanno diminuendo, mentre quelle a carattere strategico restano stabili.

Nel complesso, secondo lo stesso report, le posizioni di marketing risultano in calo del 27%, sempre sulla base dei dati di hiring Indeed citati dall'AMA. Lo studio richiama inoltre una stima del World Economic Forum, secondo cui il 39% delle competenze oggi richieste sul lavoro sarà obsoleto entro il 2030. Letti insieme, questi numeri non descrivono la scomparsa della SEO come disciplina, ma un cambiamento nel tipo di compiti che le aziende si aspettano da chi se ne occupa.

Quali competenze servono oggi nelle agenzie digitali?

Le agenzie digitali stanno modificando i requisiti di assunzione per riflettere questo spostamento: non basta più saper usare gli strumenti AI, serve mantenere un giudizio analitico e strategico capace di valutarne gli output. Il report individua in particolare cinque capacità più richieste:

  • Interpretazione dei dati: comprendere le metriche di performance e individuare tendenze significative.
  • Alfabetizzazione AI: usare gli strumenti di intelligenza artificiale in modo efficace, riconoscendone errori e limiti.
  • Competenza tecnica: saper lavorare con piattaforme di analytics, dashboard e strumenti di reportistica.
  • Pensiero strategico: collegare i risultati SEO agli obiettivi più ampi di marketing e di business.
  • Comunicazione: presentare i risultati delle analisi e spiegare le raccomandazioni a clienti e stakeholder.

Sviluppare queste competenze richiede tempo, ma non implica necessariamente diventare un data scientist: rafforzare le capacità analitiche all'interno del proprio ruolo può già essere un primo passo efficace.

Cosa resta affidato alle persone, anche quando l'AI gestisce i numeri?

Interpretare i dati e collegarli a una decisione resta un compito in larga parte umano, anche quando l'AI segnala il problema. Il report colloca la data literacy e la capacità di raccontare i dati in modo comprensibile (storytelling) nella fascia H3 della scala: l'intelligenza artificiale può aiutare nell'analisi, ma la persona resta centrale nell'interpretare i risultati e decidere i passi successivi.

Un esempio concreto citato nel report riguarda un calo improvviso del traffico organico: uno strumento AI può segnalare l'anomalia e proporre alcune possibili soluzioni, ma capire cosa sta realmente accadendo richiede altro. Si tratta di un problema tecnico? Le persone stanno cercando in modo diverso? Un concorrente ha scalato posizioni? Rispondere a queste domande richiede qualcuno che conosca i dati e sappia trasformarli in azioni concrete, non solo un report automatico.

Ancora più distanti dall'automazione restano la strategia di brand, il pensiero critico e la leadership, collocate nelle fasce H4-H5 della stessa scala: attività dove il coinvolgimento umano resta necessario lungo tutto il processo.

Domande frequenti

Cosa significa che la SEO è classificata H1-H2 sulla Stanford Human Agency Scale? Significa che una parte consistente delle attività SEO di routine — come ricerca di parole chiave, raggruppamento per intento di ricerca, audit tecnici e bozze di contenuto — può già essere gestita in autonomia dall'intelligenza artificiale, secondo la classificazione ripresa dal report AMA.

La SEO come professione sta scomparendo? No: il report indica che cambia la natura del lavoro, non la sua necessità. Diminuiscono le attività esecutive, mentre restano centrali capacità come l'interpretazione dei dati, la strategia e la comunicazione dei risultati.

Quali competenze SEO restano affidate alle persone? Data literacy, storytelling dei dati, pensiero strategico e capacità di collegare i risultati SEO agli obiettivi di business restano compiti dove il contributo umano è ancora determinante, secondo la scala Stanford applicata dall'AMA.

Da SEO a analista dati: è un percorso realistico? Il report segnala che le competenze già usate in ambito SEO — monitoraggio del traffico, analisi dei tassi di conversione, individuazione di trend, preparazione di report — offrono una base utile per una transizione verso ruoli più analitici, anche in remoto.

Fonti


Se questo cambiamento nel lavoro SEO solleva domande su cosa conviene delegare all'intelligenza artificiale e dove, invece, serve ancora una valutazione strategica, la pagina dei servizi di iNexus descrive come queste attività vengono impostate con strumenti AI operativi e supervisione umana.

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